Testi

28 Marzo 2017 webmaster Commenti disabilitati su Tutto il bene del mondo

Tutto il bene del mondo

“Una mattina, in viaggio verso Maratane, mi resi conto che se fossi nata in Africa sarei morta. Fu una rivelazione folgorante. Mi venne in mente, non so perché, un tizio con cui si vedeva mia madre. Aveva una massa di ricci marroni e una Vespa; due volte a settimana, di mattino presto, mi avvolgeva in un’enorme sciarpa di lana a righe, mi caricava sulla Vespa col mio zaino della Barbie e mi portava in ospedale a fare il tampone.

Poi mi accompagnava a scuola, con tanta naturalezza che ad un certo punto arrivai a credere che fosse il mio papà. Non lo era, ma credo che mi abbia voluto bene davvero, a modo suo. Il fatto è che, senza quei tamponi e i continui antibiotici, le mie banali tonsilliti non mi avrebbero permesso di crescere. Invece sono nata in Italia, senza fare assolutamente nulla per meritarmelo. Non ho superato nessuna prova difficile, non ho caratteristiche particolari, eppure a me è stato concesso il diritto di vivere. Mi sono state spalancate le porte a cure mediche e mille attenzioni. Io sì. Loro no. È così, e basta. Non c’è possibilità di chiedere o di protestare. Di spartire. Sento, bloccato in gola, il peso enorme di questo privilegio. Proprio non riesce a scendere: non trovo nessuna valida giustificazione.”

Racconto completo: Tutto il bene del mondo

 

 

Scroll to top